Forse non mi sono spiegato, non sto dicendo che Ivey ha giocato male,ha giocato benissimo.
Sto cercando di dire che,come in tutti gli sport di alto livello, il risultato dipende da episodi +o- fortunati, che cambiano radicalmente la classifica finale.
L'allin visto da Hansen con Q8, l'avesse fatto contro uno di quegli allin di Ivey con J8 o T8, adesso saremmo tutti qui a dire, " grande Hansen ha letto benissimo la situazione,ha visto la disperazione nella mossa di Ivey,l'ha colpito ed ha vinto il torneo"!!!
Ricordatevi che sta scrivendo uno che pensa che il culo valga 0 e l'abilità 100, ma non in 60/65 mani ( tanto mi sembra sia durato il torneo).
ciao
Io all'Ept Baden sono sceso a fare all in seconda posizione con k6s,
a Dublino sul bottone con K2o e allo small blind con 53s, ad Amsterdam all in sul raise sul mio small o big blind con A2o e k9o nel primo caso c'era anche un caller sul raise.
Inutile dire che non ho mai avuto un call su una 25ina di all in del genere in tornei cosi importanti. Ovviamente tutto cio lo facevo perche avevo bisogno di chips e non mi andava di stare li a pregare aspettando il miracolo. In questi casi se il proprio obbiettivo e' quello di vincere uno dei primi premi, si deve rischiare per forza, solo una volta su 9 o 10 tornei in tali situazioni arriva un lucky rush che ti fa fare 2 o 3 double up di fila con carte stupende e ti riporta in forma, tutte le altre volte l'alternativa e' soccombere ai blind/ante.
Phil Ivey e' proprio quel tipo di giocatore che (a ragione) preferisce su 10 tornei di andare fuori 8 volte per avere richiato troppo, ma le restanti due volte arrivando nelle prime posizioni il gioco avra valso la candela...