Marcucci
10/02/2010, 17:57
Stasera non faccio che guardarmi intorno, mentre una stupenda carbonara si va via via raffreddando nel mio piatto..
Nervoso.. Deluso.. Confuso..
Difficile accettare il fatto di aver perduto la sponsorizzazione malgrado una stagione giocata sempre ai vertici..
Cerco di spaziare un po’ con i pensieri, ma la mente propone sempre lo stesso menù creativo con dubbi fatti in casa ed insalate di idee confuse..
Cristiano racconta simpatiche macchiette ed io recupero un po’ del mio solito buonumore..
Sorrido.. e ripenso in controcampo alla mia storia.. ai miei 14 mesi di poker giocato.. alle amicizie.. ai tanti viaggi fatti ed a tutti gli obiettivi mancati.. sfiorati.. o centrati..
Ogni mattina sto qui a raccontare storie semplici, a volte ai limiti del banale..
Ma lo faccio affinché chi mi legge non cada un giorno negli stessi sciocchi errori del narratore..
Racconto favole a mia figlia affinchè non cada nel “banale” errore di commettere “banali” errori..
Mentre nella paradossale morale dei post mattutini.. commettere “banali” errori si trasforma nella “non banale” cosa giusta da fare..
Ora Cristiano mi guarda e lo fa come si guarda un amico distratto..
“Che fai te la mangi sta carbonara o aspetti che l’uovo monti..”
Inforchetto e l’impatto del guanciale ripassato in padella sul rigatone è subito devastante..
‘Perilli’ mantiene da sempre la leadership nella carbonara a Roma..
Vorrei deliziarmi di pasta e saziarmi finalmente di risate goliardiche.. ma un solo ed unico pensiero si riaffaccia prepotente spintonando gli altri..
Sono un essere stupendamente pensante e devo capire..
Ogni volta che il gioco ha proposto i suoi acuti.. Io c’ero.. Ho anche vinto.. Cosa avrei potuto fare di più?
Anche Max ora è impegnato a raccontare logorroiche avventure di rara banalità.. ma lo fa con passione e non si può certo fare a meno di ascoltarlo..
Cristiano, che reputa forse eccessivo il mio interesse per le figure vuote che decorano le pareti, versa dell’ottimo Tignanello nel mio bicchiere.. introduce un brindisi..
Ed io brindo.. bevo.. mi sazio di vino rosso..
Brindo a chi non sa che cosa ha perso..
A te che che giochi.. ma non vinci..
A te che ascolti.. ma non capisci..
A te che parli.. ma non dici..
A te che dici.. ma non pensi..
Brindo ad un improvvisato ed innaturale modo di gestire..
Eccomi qui..
Incastrato all’interno di un tetris di tavoli quadrati disordinatamente apparecchiati.. che osservo tendine a scacchi gialli e rossi appese alle finestre che danno sulla strada.. mentre una luce stancamente soffusa colora di nulla un brusio latente, ed emicranico ai limiti dell’aspirina effervescente..
“Prendete un dolce?”
Il fastidio di scegliere ogni volta che dolce ordinare è maggiore della paranoia che si prova nel prendere sempre la stessa cosa..
“Tre caffè ed un limoncello..”
“Va tutto bene Gianlu?”
Sto in silenzio..
“Sono stanco di essere messo alla prova..”
“Non ho bisogno di essere valutato perché conosco esattamente il valore di ogni mio millimetro quadrato..”
“Credo di aver deciso..”
“Oggi non scendo da questa giostra.”
“Lunedì si parte per Copenhagen.. Vieni con me Cri?”
“Certo!!”
“Altro giro.. Altra corsa.. Cri..”
“Altro giro.. Altra corsa amico mio..”
Nervoso.. Deluso.. Confuso..
Difficile accettare il fatto di aver perduto la sponsorizzazione malgrado una stagione giocata sempre ai vertici..
Cerco di spaziare un po’ con i pensieri, ma la mente propone sempre lo stesso menù creativo con dubbi fatti in casa ed insalate di idee confuse..
Cristiano racconta simpatiche macchiette ed io recupero un po’ del mio solito buonumore..
Sorrido.. e ripenso in controcampo alla mia storia.. ai miei 14 mesi di poker giocato.. alle amicizie.. ai tanti viaggi fatti ed a tutti gli obiettivi mancati.. sfiorati.. o centrati..
Ogni mattina sto qui a raccontare storie semplici, a volte ai limiti del banale..
Ma lo faccio affinché chi mi legge non cada un giorno negli stessi sciocchi errori del narratore..
Racconto favole a mia figlia affinchè non cada nel “banale” errore di commettere “banali” errori..
Mentre nella paradossale morale dei post mattutini.. commettere “banali” errori si trasforma nella “non banale” cosa giusta da fare..
Ora Cristiano mi guarda e lo fa come si guarda un amico distratto..
“Che fai te la mangi sta carbonara o aspetti che l’uovo monti..”
Inforchetto e l’impatto del guanciale ripassato in padella sul rigatone è subito devastante..
‘Perilli’ mantiene da sempre la leadership nella carbonara a Roma..
Vorrei deliziarmi di pasta e saziarmi finalmente di risate goliardiche.. ma un solo ed unico pensiero si riaffaccia prepotente spintonando gli altri..
Sono un essere stupendamente pensante e devo capire..
Ogni volta che il gioco ha proposto i suoi acuti.. Io c’ero.. Ho anche vinto.. Cosa avrei potuto fare di più?
Anche Max ora è impegnato a raccontare logorroiche avventure di rara banalità.. ma lo fa con passione e non si può certo fare a meno di ascoltarlo..
Cristiano, che reputa forse eccessivo il mio interesse per le figure vuote che decorano le pareti, versa dell’ottimo Tignanello nel mio bicchiere.. introduce un brindisi..
Ed io brindo.. bevo.. mi sazio di vino rosso..
Brindo a chi non sa che cosa ha perso..
A te che che giochi.. ma non vinci..
A te che ascolti.. ma non capisci..
A te che parli.. ma non dici..
A te che dici.. ma non pensi..
Brindo ad un improvvisato ed innaturale modo di gestire..
Eccomi qui..
Incastrato all’interno di un tetris di tavoli quadrati disordinatamente apparecchiati.. che osservo tendine a scacchi gialli e rossi appese alle finestre che danno sulla strada.. mentre una luce stancamente soffusa colora di nulla un brusio latente, ed emicranico ai limiti dell’aspirina effervescente..
“Prendete un dolce?”
Il fastidio di scegliere ogni volta che dolce ordinare è maggiore della paranoia che si prova nel prendere sempre la stessa cosa..
“Tre caffè ed un limoncello..”
“Va tutto bene Gianlu?”
Sto in silenzio..
“Sono stanco di essere messo alla prova..”
“Non ho bisogno di essere valutato perché conosco esattamente il valore di ogni mio millimetro quadrato..”
“Credo di aver deciso..”
“Oggi non scendo da questa giostra.”
“Lunedì si parte per Copenhagen.. Vieni con me Cri?”
“Certo!!”
“Altro giro.. Altra corsa.. Cri..”
“Altro giro.. Altra corsa amico mio..”