matrix75
19/03/2010, 12:05
Siccome alcuni dei miei coachati hanno problemi con l’AFq di Hold’em Manager, che non corrisponde a quello di Poker Tracker, chiarisco una volta per tutte le differenze tra queste due statistiche, facendo anche un piccolo excursus sull’AF
L’AF (Aggression Factor) indica l'aggressività postflop di un giocatore. A differenza del VPIP e del PFR non è indicato da una percentuale ma da un valore numerico ottenuto mediante la seguente operazione matematica:
(raise% + bet%) / call%.
Il difetto di questa statistica (al quale si è posto rimedio con l'introduzione proprio dell'AFq, di cui parlerò in seguito) è che non tiene minimamente conto della folding%. Questo comporta che due avversari completamente diversi tra loro (come stile di gioco) possano paradossalmente "generare" il medesimo AF. Ad esempio un giocatore molto nit e un giocatore molto aggro avranno entrambi un AF molto alto: il primo perché giocherà postflop solo mani fortissime, ed il secondo perché, indipendentemente dalla forza della propria mano, sarà portato postflop a non callare mai, avendo nel suo DNA pokeristico solo il bet/raise/fold.
Schematicamente l'AF può comunque essere suddiviso nelle seguenti fasce:
a) < 1 : giocatore molto passivo. Preferisce callare piuttosto che bettare/raisare, quindi un raise di questo tipo di player indica praticamente sempre una mano molto forte.
b) 1 - 2 : giocatore passivo tendente alla “normalità”. I valori intermedi compresi in questa categoria (quindi sostanzialmente quelli maggiormente vicini a 1,5), indicano il classico giocatore medio, non esageratamente passivo, ma neanche particolarmente aggressivo. Naturalmente più questi valori si avvicinano al parametro minimo, più il giocatore sarà da considerare tendenzialmente passivo, più si avvicinano al parametro massimo, maggiore sarà l’aggressività del player in questione.
c) 2 - 4 :giocatore mediamente aggressivo. Contro questo tipo di giocatori può essere spesso molto importante andare a verificare il loro AF by street, ovvero Flop Aggression, Turn Aggression e River Aggression. Molti giocatori hanno infatti un AF molto alto al Flop (il che indica che cbettano molto spesso) ma diventano particolarmente passivi al turn e al river. Contro questo tipo di giocatori può talvolta essere molto profittevole andare in floating, calldownando la loro bet al flop per poi bettare qualora checkino turn. Altri giocatori hanno invece un AF basso al flop ma molto alto al turn: significa che tendono a valutare la forza della mano avversaria al flop (giocando passivamente), per poi aggredire al turn qualora l'oppo abbia mostrato debolezza. Se vi trovate di fronte ad un giocatore di questo tipo, potete talvolta slowplayare al flop (magari bettando solo 1/2 pot anche se siete nuts o quasi) per poi check/raisarli al turn.
d) > 4: giocatore molto aggressivo. Contro questi giocatori, può essere profittevole check/raisare flop o turn, ma anche NON valuebettare river per indurli al bluff. Per fare questo, dobbiamo però assicurarci che il loro AF elevato sia correlato ad un'effettiva aggressività del player, e che non sia invece conseguenza del fatto che ci troviamo di fronte ad un giocatore che bet/raisa mani molto forti, foldando tutto il resto.
Naturalmente contro i giocatori molto aggressivi, la forza relativa della nostra mano assume contorni del tutto differenti rispetto a quella che siamo soliti attribuirgli contro giocatori passivi o comunque medi. A mero titolo d’esempio, immaginate che un giocatore standard TAG 20/18 apra da bottone. Noi 3bettiamo dai blinds con AT s e veniamo flattati in posizione, trovandoci a giocare oop su un flop K-T-2r. Ipotizziamo adesso due situazioni distinte: nel primo caso il nostro avversario ha AF pari a 4,8 e nel secondo caso ha invece AF pari a 1,5 (tralasciando la Fold 3bet % che in questo contesto non ci interessa) : i diversi gradi di aggressività del nostro avversario possono indurci a c/p (o a b/c) nel primo caso, e a b/f nel secondo caso
Ma arriviamo al nocciolo della questione.
Con PT3 è stata aggiunta una statistica molto importante, e precisamente l' AFq (Aggression Frequency). A differenza dell'AF, questo dato fornisce una visione molto più completa dell'aggressività di un giocatore, in quanto tiene conto anche delle mani foldate.
Più preciamente, la formula dell'AFq è la seguente:
[(Total Times bet + total time raised) / (Total Times bet + total time raised + total time called + total time folded)]*100.
La differenza tra le due statistiche è abbastanza evidente, ma per comprenderne appieno il significato, vi fornisco un esempio numerico: Su un campione di 100 mani, oppo betta 5 volte, raisa 3 volte, calla 2 volte e folda (o checka, o check/folda) le restanti 90. Non si può dire quindi che sia un giocatore particolarmente aggressivo. Andiamo a calcolare il suo AF e il suo AFq con le formule che ho riportato, e vedrete quanto l'AFq possa essere considerato più attendibile dell'AF.
AF = (5+3) / 2 = 4, che lascerebbe intendere che ci troviamo di fronte ad un giocatore particolarmente aggressivo;
AFQ = [(5+3)/(5+3+2+90)]*100 = 8%, che lascia invece chiaramente trasparire la sua scarsa aggressività.
Suddividiamo l'AFq nelle seguenti quattro fasce (per le quali valgono le considerazioni già fatte a proposito dell'AF).
a) < 20% : giocatore estremamente passivo.
b) 20% - 35% : giocatore passivo
c) 35% - 50% : giocatore mediamente aggressivo
c) > 50% : giocatore molto aggressivo.
Per quanto riguarda l’AFq, bisogna tuttavia fare una distinzione tra l’AFq di Poker Tracker e l’AFq di Hold’em Manager, in quanto le modalità di calcolo di questa statistica non è la stessa per questi due programmi di tracking.
A differenza di Poker Tracker, Hold’em Manager tiene infatti conto anche dei check, infatti la formula è la seguente:
(Raise+Bet)/(Raise+Bet+Call+Fold+Check)*100
La presenza dei check nella formula utilizzata da HM per il calcolo dell’AFq è fondamentale in quanto modifica in maniera sostanziale i valori medi di questa statistica. Sebbene io non abbia utilizzato Hold’em Manager con la stessa frequenza con cui ho invece utilizzato Poker Tracker, mi sembra di poter affermare che i parametri di valutazione dell’AFq in Hold’em Manager si discostino da quelli di Poker Tracker di circa 15 punti percentuali: questo significa che un giocatore con AFq di Holdem Manager pari a 35% corrisponde sostanzialmente ad un giocatore con AFq pari a 50% in PT, quindi è da considerare un giocatore molto aggressivo.
Per semplicità, suddividiamo gli AFq di Hold’em Manager nelle seguenti fasce:
a) < 10% : giocatore estremamente passivo
b) 10% - 20% : giocatore passivo
c) 20% - 35% : giocatore mediamente aggressivo
c) > 35% : giocatore molto aggressivo.
Per meglio chiarire la differenza tra l’AFq di Poker Tracker e l’AFq di Hold’em Manager, riporto queste considerazioni (lette sul forum di 2+2)
Sia Hold’em Manager che Poker Tracker considerano il c/f e il c/c come azioni passive, e il c/r come azione aggressiva. Le differenze tra i due software si hanno però in queste situazioni:
1) un giocatore checka dietro in posizione: Hold’em manager la considera come un’azione passiva (e quindi influisce sull’AFq diminuendolo), mentre Poker Tracker la considera come un’azione “neutra”, che non influisce minimamente sull’AFq
2) un giocatore checka fuori posizione (primo a parlare quindi) : Hold’em Manager la considera sempre un’azione passiva (a meno che il giocatore in questione non c/r), mentre Poker Tracker la considera passiva solo se qualcuno dopo di lui betta e lui non raisa. Quindi sostanzialmente se hero checka flop e tutti checkano dietro, per PT3 quest’azione è neutra e non influisce sull’AFq, mentre per HM questa è un’azione passiva al pari del c/c e del c/f.
L’AF (Aggression Factor) indica l'aggressività postflop di un giocatore. A differenza del VPIP e del PFR non è indicato da una percentuale ma da un valore numerico ottenuto mediante la seguente operazione matematica:
(raise% + bet%) / call%.
Il difetto di questa statistica (al quale si è posto rimedio con l'introduzione proprio dell'AFq, di cui parlerò in seguito) è che non tiene minimamente conto della folding%. Questo comporta che due avversari completamente diversi tra loro (come stile di gioco) possano paradossalmente "generare" il medesimo AF. Ad esempio un giocatore molto nit e un giocatore molto aggro avranno entrambi un AF molto alto: il primo perché giocherà postflop solo mani fortissime, ed il secondo perché, indipendentemente dalla forza della propria mano, sarà portato postflop a non callare mai, avendo nel suo DNA pokeristico solo il bet/raise/fold.
Schematicamente l'AF può comunque essere suddiviso nelle seguenti fasce:
a) < 1 : giocatore molto passivo. Preferisce callare piuttosto che bettare/raisare, quindi un raise di questo tipo di player indica praticamente sempre una mano molto forte.
b) 1 - 2 : giocatore passivo tendente alla “normalità”. I valori intermedi compresi in questa categoria (quindi sostanzialmente quelli maggiormente vicini a 1,5), indicano il classico giocatore medio, non esageratamente passivo, ma neanche particolarmente aggressivo. Naturalmente più questi valori si avvicinano al parametro minimo, più il giocatore sarà da considerare tendenzialmente passivo, più si avvicinano al parametro massimo, maggiore sarà l’aggressività del player in questione.
c) 2 - 4 :giocatore mediamente aggressivo. Contro questo tipo di giocatori può essere spesso molto importante andare a verificare il loro AF by street, ovvero Flop Aggression, Turn Aggression e River Aggression. Molti giocatori hanno infatti un AF molto alto al Flop (il che indica che cbettano molto spesso) ma diventano particolarmente passivi al turn e al river. Contro questo tipo di giocatori può talvolta essere molto profittevole andare in floating, calldownando la loro bet al flop per poi bettare qualora checkino turn. Altri giocatori hanno invece un AF basso al flop ma molto alto al turn: significa che tendono a valutare la forza della mano avversaria al flop (giocando passivamente), per poi aggredire al turn qualora l'oppo abbia mostrato debolezza. Se vi trovate di fronte ad un giocatore di questo tipo, potete talvolta slowplayare al flop (magari bettando solo 1/2 pot anche se siete nuts o quasi) per poi check/raisarli al turn.
d) > 4: giocatore molto aggressivo. Contro questi giocatori, può essere profittevole check/raisare flop o turn, ma anche NON valuebettare river per indurli al bluff. Per fare questo, dobbiamo però assicurarci che il loro AF elevato sia correlato ad un'effettiva aggressività del player, e che non sia invece conseguenza del fatto che ci troviamo di fronte ad un giocatore che bet/raisa mani molto forti, foldando tutto il resto.
Naturalmente contro i giocatori molto aggressivi, la forza relativa della nostra mano assume contorni del tutto differenti rispetto a quella che siamo soliti attribuirgli contro giocatori passivi o comunque medi. A mero titolo d’esempio, immaginate che un giocatore standard TAG 20/18 apra da bottone. Noi 3bettiamo dai blinds con AT s e veniamo flattati in posizione, trovandoci a giocare oop su un flop K-T-2r. Ipotizziamo adesso due situazioni distinte: nel primo caso il nostro avversario ha AF pari a 4,8 e nel secondo caso ha invece AF pari a 1,5 (tralasciando la Fold 3bet % che in questo contesto non ci interessa) : i diversi gradi di aggressività del nostro avversario possono indurci a c/p (o a b/c) nel primo caso, e a b/f nel secondo caso
Ma arriviamo al nocciolo della questione.
Con PT3 è stata aggiunta una statistica molto importante, e precisamente l' AFq (Aggression Frequency). A differenza dell'AF, questo dato fornisce una visione molto più completa dell'aggressività di un giocatore, in quanto tiene conto anche delle mani foldate.
Più preciamente, la formula dell'AFq è la seguente:
[(Total Times bet + total time raised) / (Total Times bet + total time raised + total time called + total time folded)]*100.
La differenza tra le due statistiche è abbastanza evidente, ma per comprenderne appieno il significato, vi fornisco un esempio numerico: Su un campione di 100 mani, oppo betta 5 volte, raisa 3 volte, calla 2 volte e folda (o checka, o check/folda) le restanti 90. Non si può dire quindi che sia un giocatore particolarmente aggressivo. Andiamo a calcolare il suo AF e il suo AFq con le formule che ho riportato, e vedrete quanto l'AFq possa essere considerato più attendibile dell'AF.
AF = (5+3) / 2 = 4, che lascerebbe intendere che ci troviamo di fronte ad un giocatore particolarmente aggressivo;
AFQ = [(5+3)/(5+3+2+90)]*100 = 8%, che lascia invece chiaramente trasparire la sua scarsa aggressività.
Suddividiamo l'AFq nelle seguenti quattro fasce (per le quali valgono le considerazioni già fatte a proposito dell'AF).
a) < 20% : giocatore estremamente passivo.
b) 20% - 35% : giocatore passivo
c) 35% - 50% : giocatore mediamente aggressivo
c) > 50% : giocatore molto aggressivo.
Per quanto riguarda l’AFq, bisogna tuttavia fare una distinzione tra l’AFq di Poker Tracker e l’AFq di Hold’em Manager, in quanto le modalità di calcolo di questa statistica non è la stessa per questi due programmi di tracking.
A differenza di Poker Tracker, Hold’em Manager tiene infatti conto anche dei check, infatti la formula è la seguente:
(Raise+Bet)/(Raise+Bet+Call+Fold+Check)*100
La presenza dei check nella formula utilizzata da HM per il calcolo dell’AFq è fondamentale in quanto modifica in maniera sostanziale i valori medi di questa statistica. Sebbene io non abbia utilizzato Hold’em Manager con la stessa frequenza con cui ho invece utilizzato Poker Tracker, mi sembra di poter affermare che i parametri di valutazione dell’AFq in Hold’em Manager si discostino da quelli di Poker Tracker di circa 15 punti percentuali: questo significa che un giocatore con AFq di Holdem Manager pari a 35% corrisponde sostanzialmente ad un giocatore con AFq pari a 50% in PT, quindi è da considerare un giocatore molto aggressivo.
Per semplicità, suddividiamo gli AFq di Hold’em Manager nelle seguenti fasce:
a) < 10% : giocatore estremamente passivo
b) 10% - 20% : giocatore passivo
c) 20% - 35% : giocatore mediamente aggressivo
c) > 35% : giocatore molto aggressivo.
Per meglio chiarire la differenza tra l’AFq di Poker Tracker e l’AFq di Hold’em Manager, riporto queste considerazioni (lette sul forum di 2+2)
Sia Hold’em Manager che Poker Tracker considerano il c/f e il c/c come azioni passive, e il c/r come azione aggressiva. Le differenze tra i due software si hanno però in queste situazioni:
1) un giocatore checka dietro in posizione: Hold’em manager la considera come un’azione passiva (e quindi influisce sull’AFq diminuendolo), mentre Poker Tracker la considera come un’azione “neutra”, che non influisce minimamente sull’AFq
2) un giocatore checka fuori posizione (primo a parlare quindi) : Hold’em Manager la considera sempre un’azione passiva (a meno che il giocatore in questione non c/r), mentre Poker Tracker la considera passiva solo se qualcuno dopo di lui betta e lui non raisa. Quindi sostanzialmente se hero checka flop e tutti checkano dietro, per PT3 quest’azione è neutra e non influisce sull’AFq, mentre per HM questa è un’azione passiva al pari del c/c e del c/f.